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Stessa Spiaggia stessa…..produttività

Stessa spiaggia stesso mare, cantava Edoardo Vianello nei lontani anni 60….

La spiaggia non si cambia, ma neanche la produttività del sistema italia…

Non c’è niente da fare la produttività del sistema Italia è sempre al palo, lo dice il Rapporto sulla Produttività 2025 del CNEL

Nel periodo 1995-2024:

  • Italia: +0,2% annuo di produttività
  • Europa: +1,2%

Questa differenza, anno dopo anno, ha creato un gap enorme.

Questo è il grafico con la differenza tra i paesi occidentali

Crescita

Per la Cina non ci sono dati ufficiali, ma si parla di valori con picchi intorno al 10%

Perché le Imprese Italiane fanno fatica

Il rapporto evidenzia 4 cause..

  1. Troppi investimenti “visibili”, pochi “intelligenti”

Le imprese italiane investono ancora troppo in:

  • macchinari
  • immobili

E troppo poco in:

  • software
  • dati
  • organizzazione
  • competenze
  • Ricerca e Sviluppo

Mi capitano clienti che non hanno problemi a investire centinaia di mila euro in macchinari, ma tirano indietro il braccino per 10 mila euro di formazione.

La ricerca e sviluppo è una cosa da marziani

  1. Micro-dimensione = limite strutturale

Il 94,7% delle imprese ha meno di 10 addetti.

In Italia c’è un premio a rimanere piccoli,

  • meno visibilità (per Finanza e agenzia delle entrate)
  • attività in nero
  • meno sindacati
  • meno burocrazia…

Però questo significa:

  • niente economie di scala
  • poca managerialità
  • difficoltà a investire
  • difficoltà a investire nell’immateriale
  • niente Brand
  • turn over del personale
  • Stipendi bassi

Perché le imprese rimangono piccole…:

  • Natura familiare e governance

La stragrande maggioranza delle imprese italiane ha una conduzione familiare, che spesso si traduce in una forte avversione al rischio e una resistenza al cambiamento.

  • Vincoli finanziari e scarsità di capitali

Le imprese italiane soffrono storicamente di una mancanza di capitali di rischio necessari per investire e scalare e le banche si sa non sono molto generose, soprattutto con i piccoli…

  • Barriere regolatorie e “trappole” dimensionali

Esistono forti incentivi normativi che spingono le imprese a rimanere piccole:

Obblighi normativi, contributivi e amministrativi che scattano al superamento di certi numeri di addetti agiscono come disincentivi alla crescita.

Disciplina dei licenziamenti: Poiché la normativa sui licenziamenti è meno stringente per le realtà minori, molte aziende preferiscono subappaltare progetti a micro-imprese esterne piuttosto che assumere direttamente e crescere di numero.

  • Burocrazia e incertezza delle politiche

La Pubblica Amministrazione viene percepita più come un freno che come un facilitatore.

  • Gap di competenze e innovazione

La ridotta dimensione genera un circolo vizioso: le piccole imprese faticano ad attrarre specialisti ICT e figure qualificate, il che limita la loro capacità di adottare tecnologie avanzate.

Senza innovazione e digitalizzazione, la produttività ristagna, riducendo ulteriormente le risorse disponibili per finanziare una futura espansione dimensionale.

  1. Competenze sbagliate (non solo poche)

E’ incredibile come il costo del personale sia la voce principale per molte aziende dal 50 al 70-80% dei ricavi, ma poche aziende sono disposte a investirci…

I problemi principali sono:

  1. Pochi profili STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics)

Il deficit di laureati in discipline scientifiche e tecnologiche è un limite critico: solo il 15% dei laureati italiani appartiene a queste aree, contro una media europea del 26%.

  1. Basse competenze digitali

L’Italia soffre di un ritardo strutturale: solo il 29% degli adulti ha capacità medio-alte di risoluzione di problemi in ambito digitale (contro il 45% della media OCSE).

  1. Basse competenze trasversali (Soft Skills)

Le competenze relazionali e organizzative sono carenti a causa di una cultura d’impresa spesso obsoleta e naturalmente delle piccole dimensioni.

  1. Workforce che invecchia

L’invecchiamento demografico sta trasformando profondamente il mercato del lavoro:

I lavoratori sopra i 50 anni rappresentano oggi oltre il 40% degli occupati e hanno generato l’80% dell’aumento occupazionale tra il 2019 e il 2024.

Tra il 2014 e il 2023, 367 mila giovani (25-34 anni) hanno lasciato l’Italia. Questa “fuga di cervelli” priva il Paese di risorse qualificate e giovani capaci di trainare l’adozione tecnologica.

Una quota elevata di giovani occupati è soggetta a contratti a termine o part-time involontari, rendendo difficile il consolidamento di competenze avanzate

Ci sono software gestionali utilizzati al 20%, l’ERP suona come una parolaccia e ci sono ancora amministrativi con il foglio di excel davanti che fanno i calcoli con la calcolatrice….

  1. Crescita nei settori sbagliati

Negli ultimi anni è cresciuta l’occupazione in settori:

  • ad alta intensità di lavoro
  • a basso valore aggiunto

aumenta il turismo, l’edilizia e la ristorazione (va benissimo, per carità) ma sono settori tradizionalmente a basso valore aggiunto

Crescono ancora troppo poco:

  1. Servizi di Informazione e Comunicazione (ICT)
  2. Mercato dell’Intelligenza Artificiale (IA)
  3. Manifattura ad Alta Tecnologia (High-Tech)

Cosa fare?  

  1. Misura la produttività 

Ci sono alcuni indicatori che vanno presidiati, li puoi ricavare anche dai dati di bilancio ( e magari confrontarli con i concorrenti )

Indicatori

E ci sono alcuni KPI operativi che è meglio misurare….

Le imprese devono identificare i dati più utili ai propri obiettivi (es. ore del personale, lavoro macchine, lead time) e monitorarli costantemente per supportare il processo decisionale strategico.

  1. Kpi e controllo di gestione

Il controllo di gestione è la chiave per migliorare l’efficienza, prendere decisioni strategiche e garantire il successo dell’azienda.

Dovrebbe essere il pane quotidiano con Analisi mensili  di :

  • marginalità per cliente
  • marginalità per commessa
  • saturazione risorse
  • produttività
  • Costi di non conformità

sulla base dei dati puoi impostare i progetti di miglioramento e di recupero dei costi

Per trasformare questi numeri in leve di crescita, si possono adottare alcune strategie:

  • Implementare l’OEE (Overall Equipment Effectiveness): Per le PMI produttive, misurare l’efficacia totale degli impianti (influenzata da disponibilità, prestazioni e qualità) è un pilastro della Lean Production per ridurre gli sprechi.
  • Effettuare stime e tracciamento del tempo: È fondamentale dare sempre una stima media del tempo necessario per ogni attività e confrontarla con il tempo effettivo impiegato per identificare colli di bottiglia e perdite di efficienza.
  • Investire nella formazione manageriale: La ricerca mostra che la formazione del middle management ha un impatto positivo e diretto sulla PTF, migliorando la capacità dell’impresa di adottare soluzioni innovative e organizzative.
  • Mirare alla “Maturità Digitale” elevata: L’impatto sui ricavi (stimato fino al +38%) diventa significativo solo quando la digitalizzazione è organica e integrata (livello 9 o superiore del DII), non limitata all’adozione isolata di singole tecnologie.
  • Integrare i sistemi informativi: Gli indicatori sono efficaci solo se le macchine 4.0 dialogano con i software gestionali (ERP, PDM/PLM), evitando silos di dati e permettendo un’analisi completa dei flussi di lavoro.

su impresaefficace ci sono diversi articoli in merito

e abbiamo il percorso avanzato di controllo di gestione

Corso Avanzato di Controllo di Gestione

  1. Lean, lean e ancora lean

La produttività si crea riducendo sprechi (Taiichi Ohno), snellendo e semplificando i processi ed eliminando le attività non a valore aggiunto.

Bisogna definire gli standard di lavoro  e migliorarli continuamente.

Questi passaggi devono entrare nel Dna dell’impresa ed essere applicati con un ciclo continuo e infinito di miglioramento

Ci sono diversi strumenti:

  • il Value Stream Mapping, per mappare i processi
  • il Tojota Kata, per far crescere le persone
  • lo Smed per ottimizzare i setup dei macchinari
  • Il kaizen costing per applicare cicli di miglioramento continuo
  • Il Kanban per la gestione visiva dei processi
  • Heijunka per livellare la produzione
  • Jidoka l’automazione con il tocco umano
  • I sette strumenti statistici per far diventare i dipendenti di mini scienziati….

E tanti altri…

  1. Investi in capitale “invisibile”

Il capitale invisibile comprende diverse categorie di asset che non hanno una consistenza fisica ma generano valore nel tempo:

  • Digitalizzazione e Tecnologie Abilitanti: Investire in software gestionali (ERP), cloud computing, data analytics, sicurezza informatica e naturalmente Intelligenza Artificiale (IA)
  • Ricerca e Sviluppo (R&S): Non solo per l’innovazione di prodotto, ma anche per quella di processo, favorendo collaborazioni con università e centri di ricerca per acquisire conoscenze d’avanguardia.
  • Capitale Umano e Formazione: La formazione del personale, in particolare nelle competenze STEM e digitali, è essenziale affinché le nuove tecnologie siano efficaci. La formazione manageriale (specialmente per il middle management) ha un impatto diretto e positivo sulla Produttività Totale dei Fattori (TFP).
  • Proprietà Intellettuale: Investire nella registrazione di brevetti, marchi e design industriale per tutelare e valorizzare il “Made in Italy” e le idee innovative dell’impresa.
  • Capitale Organizzativo: Migliorare le pratiche gestionali, i modelli di business e la struttura di governance, rendendola meno dipendente dalla sola gestione familiare e più orientata all’efficienza.
  1. Fai crescere l’azienda (anche senza diventare grande)

Serve avere voglia di crescere, senza paura…..

le PMI italiane possono adottare diverse strategie operative per superare i limiti dimensionali e incrementare la propria produttività e competitività.

Le strategie poggiano sui temi visti precedentemente

  1. Transizione Digitale e Integrazione dell’IA

L’adozione di tecnologie digitali non deve essere un semplice aggiornamento tecnologico, ma un ripensamento dei processi.

  • Investire in tecnologie 4.0: L’integrazione di soluzioni come Cloud, Big Data, IoT e Cybersecurity permette incrementi di produttività stimati intorno al 12%.
  • Adottare l’Intelligenza Artificiale: L’integrazione dell’IA (specialmente tramite software gestionali “as a service”) può generare un aumento dei ricavi mediamente del 12%, migliorando l’efficienza operativa e il processo decisionale.
  • Mirare alla maturità digitale elevata: I benefici economici significativi (fino al +38% sui ricavi) si ottengono solo raggiungendo livelli alti di maturità digitale (livello 9 o superiore del Digital Intensity Index), dove il digitale è usato in modo organico e strategico.
  1. Rafforzamento del Capitale Umano e Manageriale

Le fonti sottolineano che la tecnologia è realmente efficace solo se accompagnata da investimenti nelle persone.

  • Formazione dei Middle Manager: Investire nella formazione formale “off-the-job” (fuori sede) per i quadri intermedi ha un impatto diretto e positivo sulla Produttività Totale dei Fattori (TFP).
  • Metodologie esperienziali: Per i manager, sono più efficaci le formazioni che utilizzano simulazioni e metodi applicativi rispetto alle lezioni tradizionali, poiché facilitano il trasferimento delle competenze nel lavoro quotidiano.
  • Managerializzazione: Per le imprese familiari, una strategia chiave è delegare autorità a manager esterni responsabili per l’innovazione o l’internazionalizzazione, superando la resistenza al cambiamento tipica della gestione accentrata.
  1. Diversificazione Finanziaria

Per finanziare la crescita, le PMI devono ridurre la dipendenza dal credito bancario tradizionale, spesso difficile da ottenere per investimenti immateriali.

  • Accesso al Fintech: Utilizzare strumenti come il Peer-to-peer lending, l’Invoice trading (sconto fatture online) e il Direct lending per ottenere liquidità immediata.
  • Crowdfunding e Mini-bond: Ricorrere all’equity crowdfunding per raccogliere capitale di rischio o emettere mini-bond per finanziare progetti di espansione a lungo termine.
  • Piani Individuali di Risparmio (PIR): Sfruttare questi strumenti che canalizzano il risparmio privato verso le imprese di piccola e media capitalizzazione.
  1. Internazionalizzazione ed Export

La proiezione sui mercati esteri è un potente motore di efficienza.

  • Premio di Produttività: Le imprese che esportano sono quasi il 125% più produttive rispetto a quelle che operano solo sul mercato interno.
  • Voucher per Temporary Manager: Utilizzare incentivi pubblici (come i voucher per l’internazionalizzazione) per inserire temporaneamente in azienda figure esperte (Temporary Export Manager) che guidino l’ingresso in nuovi mercati.
  1. Eccellenza Operativa e Gestione dei Dati

Le PMI devono trasformare la gestione dei dati in un “mantra” aziendale.

  • Utilizzo di KPI e OEE: Implementare indicatori chiave di prestazione (KPI) e misurare l’efficacia totale degli impianti (OEE) per identificare sprechi e colli di bottiglia.
  • Stima e tracciamento dei tempi: Effettuare sempre stime medie del tempo necessario per le attività e confrontarle con il tempo effettivo per migliorare la pianificazione strategica.
  • Aggregazione in reti e consorzi: Collaborare con altre PMI, startup e centri di ricerca per condividere costi e infrastrutture tecnologiche, raggiungendo una scala operativa maggiore

 

Se oggi la tua azienda cresce solo aumentando:

  • ore lavorate
  • persone
  • fatturato

…ma non migliora la produttività,

 non stai crescendo. Stai solo aumentando la complessità e riducendo i profitti…

 

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